venerdì 4 marzo 2016

Due ponti, due leggende, due diversi finali.

Cosa accomuna il celeberrimo Ponte Carlo di Praga, percorso ogni giorno da migliaia di turisti, a un altro ponte, molto meno conosciuto, che si trova in un piccolo borgo toscano ai piedi delle Alpi Apuane?

Mi riferisco al Ponte della Maddalena di Borgo a Mozzano, in provincia di Lucca, meglio conosciuto con il suo inquietante soprannome di "Ponte del diavolo", che colpisce subito per la sua forma, per l'ampiezza della campata centrale e per le sue incredibili pendenze, tanto che all'epoca molti ne ritenevano impossibile la realizzazione.

Entrambi sono splendidi esemplari di ponte di pietra, certo, entrambi risalgono all'epoca medioevale ed entrambi sono a loro modo unici, ma ciò che molti non sanno è che condividono un segreto sovrannaturale nel loro passato: entrambi infatti, secondo quanto ci è stato tramandato dalle antiche leggende popolari, sono come li possiamo ammirare oggi grazie a un patto di sangue stipulato con il diavolo.

A onor del vero bisogna precisare prima di tutto che di leggende analoghe legate ai ponti ne esistono anche in altri luoghi, questo perché queste strutture sospese sull'acqua hanno sempre suscitato nelle persone un misto di meraviglia superstiziosa, di timore e di ammirazione.

Le due storie sono sorprendentemente simili, ma si concludono in modo estremamente diverso, prima di tutto vediamole nel dettaglio:

- La leggenda del ponte della Maddalena:

Si dice che nella fase di costruzione del ponte, a causa della sua complessità, si accumularono notevoli ritardi: il capo muratore ne era estremamente preoccupato, perché se l'opera non fosse stata completata nei tempi previsti ne avrebbe dovuto certamente pagare le conseguenze.

Un giorno, quando ormai iniziava a disperare, gli si presentò il diavolo, il quale gli propose di stipulare un patto: egli gli avrebbe consentito di completare l'opera in una sola notte, in cambio però dell'anima del primo essere vivente che avrebbe attraversato il ponte.

Il capo muratore, che era alla disperazione, accettò la proposta del diavolo e il ponte venne effettivamente completato in una sola notte, tuttavia all'alba, preso dai rimorsi di coscienza, corse dal parroco del paese per riferirgli l'accaduto e trovare consiglio.

Il parroco, che era molto furbo, gli suggerì di correre subito a prendere un cane per farlo passare sul ponte prima che fosse troppo tardi e l'uomo, riconoscente, fece esattamente come gli era stato detto: trovò un grosso pastore maremmano tutto bianco e lo attirò sulla costruzione appena ultimata.

Il diavolo, quando vide la scena, divenne furibondo, ma non poté fare altro che rassegnarsi a prendere il cane e portarselo sul fondo del fiume.

- La leggenda di Ponte Carlo:

Si dice che, quando Giovanni Nepomuceno fu gettato nel fiume Moldava (in ceco Vltava), dove trovò la morte per annegamento, la campata del Ponte Carlo da cui il futuro Santo fu fatto cadere crollò misteriosamente, e nessuno riusciva più a rimediare al danno, poiché tutte le strutture che venivano realizzate di giorno crollavano durante la notte, senza un motivo apparente e senza che vi fosse modo di trovare un rimedio.

A Praga, nel Quartiere Piccolo, viveva in quel periodo un giovane costruttore molto ambizioso, che sognava di diventare famoso per la sua abilità: ottenuto l'incarico tentò quindi molte volte di riparare il danno, ma come tutti gli altri senza riuscirci.

Una notte al giovane si presentò il diavolo, che gli propose di stipulare un patto: gli avrebbe consentito di riparare Ponte Carlo con successo in cambio dell'anima del primo essere vivente che lo avrebbe attraversato una volta ultimati i lavori.

Il giovane accettò il patto e, finalmente, riuscì nell'impresa di ricostruire senza ulteriori crolli la campata mancante, proprio come il diavolo gli aveva promesso.

Anche lui però, esattamente come accadde al capo muratore italiano, fu ben presto assalito dai rimorsi di coscienza, finché ebbe un'idea che gli sembrava geniale: nascose una gallina nella torre dal lato della Città Vecchia, riproponendosi di farla passare sul ponte non appena questo fosse stato completo.

Il diavolo era però più furbo di quanto pensasse e, scoperte le intenzioni del giovane, furioso per il tentativo di raggirarlo, assunse l'aspetto di un operaio e si recò dalla moglie del costruttore, che aspettava un bambino, dicendole di correre subito a Ponte Carlo, poiché c'era stato un incedente nel cantiere e il marito era rimasto gravemente ferito.

Il giovane nel frattempo era andato dall'altro lato del ponte a prendere la gallina, così quando si girò e vide la moglie correre verso di lui era già troppo tardi e il diavolo si prese in un colpo solo sia la donna che il bambino che portava in grembo, lasciando il costruttore nella disperazione più totale.

Queste due leggende così simili, ma al tempo stesso così diverse, ci fanno riflettere sulla significativa differenza di mentalità tra questi due paesi.

La mentalità italiana è fortemente influenzata dalla dottrina cattolica del perdono: chi sbaglia, e poi se ne pente, può essere assolto in ogni momento dai peccati commessi, il male non può vincere sul bene e nessuno è solo di fronte al proprio destino. Inoltre la furbizia e l'ingegno del parroco (che rappresenta l'antitesi del male) vengono premiate, l'unico che ne paga le conseguenze è il diavolo stesso, che ne esce umiliato.

In Repubblica Ceca invece, così come in altri paesi del nord Europa, la mentalità popolare risente di secoli di cultura religiosa protestante, dove il perdono e l'assoluzione non esistono e ogni essere umano deve quindi farsi carico da solo di fronte a Dio (e agli altri) delle proprie colpe. In questo tipo di società il tentativo di rimediare a un misfatto commesso con la furbizia viene vissuto come un comportamento estremamente negativo e deleterio, il giovane non solo non riesce a cancellare la propria colpa con l'ingegno, ma addirittura paga il suo tentativo a caro prezzo.

Credo che tutto questo sia ancora oggi molto attuale e, per chi come me conosce bene entrambi i paesi, è davvero facile vederlo ogni giorno nel modo in cui funziona la società: non c'è davvero da stupirsi che in Repubblica Ceca, così come in altre nazioni di cultura simile, il concetto di meritocrazia sia più sviluppato che in Italia e il livello di tolleranza verso chi sbaglia (nel bene o nel male, a seconda di come la si pensa) sia al contempo decisamente molto più basso.

2 commenti:

  1. Non ho sentito mai ,la leggenda presentata .E so che Karlo IV essendo molto religioso ha fatto iniziare i lavori lanno ,giorno e l ora ben indicata per dare la benedizione alla opera ....andro scoprire a Praga essendo di Praga , perche vorrei sapere ....comunque grazie di parere S,Malinska

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    1. Carlo IV dette il via alla costruzione del ponte esattamente il 9.7.1357 alle ore 5:31 questo perché se scriviamo la data mettendo prima l'anno come si faceva allora: 1357.9.7 5:31 si può leggere allo stesso modo da entrambi i lati. Carlo IV infatti credeva molto nella numerologia, ed era molto superstizioso.
      In ogni caso su Ponte Carlo di leggende ne esistono tante, come ad esempio quella che al suo interno sarebbe stata murata la spada d'oro di San Venceslao.

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